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30
Settembre
2025
La Leggendaria Mazda 787B Arriva in Project Motor Racing
La Leggendaria Mazda 787B Arriva in Project Motor Racing
Il Tuono Rotativo: 24 Ore Verso l'Immortalità
24 settembre 2025
Quando si parla di leggende del motorsport, pochi nomi evocano emozioni così viscerali come la Mazda 787B. Questa straordinaria vettura prototipo, con la sua livrea arancione e verde che ha segnato un'epoca, sta per fare il suo ingresso trionfale in Project Motor Racing, portando con sé una storia di determinazione, innovazione tecnica e un suono che non ha eguali nel mondo delle competizioni automobilistiche.
Un Momento Irripetibile nella Storia
Era il 23 giugno 1991 quando la Mazda 787B numero 55, guidata dal trio composto da Johnny Herbert, Volker Weidler e Bertrand Gachot, tagliò il traguardo della 24 Ore di Le Mans dopo aver completato 362 giri per un totale di 4.923 chilometri. Non fu semplicemente una vittoria: fu un trionfo storico che rappresentò la prima vittoria assoluta per un costruttore giapponese e l'unica vittoria mai ottenuta da una vettura equipaggiata con motore rotativo.
Quel risultato fu il coronamento di un decennio di tentativi, sacrifici e dedizione incrollabile da parte di Mazda nel campionato Group C. Mentre altre case automobilistiche puntavano sui tradizionali motori a pistoni, Mazda credeva fermamente nella tecnologia rotativa Wankel, trasformando quella che molti consideravano un'eccentricità tecnica in una soluzione vincente.
Il Cuore Pulsante: Il Motore R26B
Al centro della 787B batte un gioiello di ingegneria: il motore R26B da 2.6 litri a quattro rotori. Questo propulsore era capace di raggiungere i 9.000 giri al minuto, sprigionando poco meno di 700 cavalli nella configurazione del 1991. Ma i numeri nudi e crudi non rendono giustizia a questa meraviglia meccanica.
Il motore incorporava una serie di soluzioni tecnologiche all'avanguardia frutto di anni di sviluppo in pista: trombe di aspirazione a lunghezza variabile continua per ottimizzare la curva di coppia, guarnizioni apicali in ceramica per ridurre l'usura e migliorare la tenuta, e un sistema di accensione con tre candele per rotore che garantiva una combustione più efficiente e completa, fondamentale per affrontare le 24 ore di gara senza cedimenti.
Ma ciò che rende davvero indimenticabile questa vettura è il suono. Quando il R26B raggiunge il regime massimo, produce un urlo acuto e penetrante, completamente diverso da qualsiasi altro motore da competizione. È un suono che viene spesso descritto come il grido di una banshee, un lamento meccanico che una volta ascoltato non si dimentica più. Chi ha avuto la fortuna di sentire dal vivo una 787B a piena potenza descrive l'esperienza come qualcosa che ti entra nell'anima.
Ingegneria della Vittoria
Vincere Le Mans non è mai questione di fortuna. È una prova brutale che mette a nudo ogni debolezza, ogni componente mal progettato, ogni compromesso di troppo. La 787B fu progettata con l'obiettivo preciso di durare 24 ore al limite, e ogni dettaglio fu curato per raggiungere questo scopo.
La scocca era realizzata in fibra di carbonio e Kevlar, mantenendo il peso a soli 830 chilogrammi. Il sistema di trasmissione utilizzava un cambio manuale a 5 rapporti Mazda-Porsche, collaudato e affidabile. La configurazione era a motore centrale longitudinale, con pneumatici di grandi dimensioni e un pacchetto aerodinamico sviluppato dal team guidato da Nigel Stroud.
Un primato tecnico degno di nota: la 787B fu la prima vettura vincitrice di Le Mans equipaggiata con freni in carbonio, una tecnologia che oggi è standard nelle competizioni di alto livello ma che all'epoca rappresentava una scelta audace e innovativa.
La Gara Perfetta
La 24 Ore di Le Mans del 1991 fu una dimostrazione magistrale di come si vince una gara di endurance. La Mazda 787B procedette con la precisione di un metronomo per tutte le 24 ore, richiedendo solo manutenzione ordinaria: un rabbocco d'olio, la sostituzione di dischi e pastiglie dei freni, il cambio del muso anteriore dopo un contatto, oltre ovviamente ai normali rifornimenti di carburante e alle soste per il cambio gomme.
Johnny Herbert guidò l'ultimo stint spingendo al massimo, volando verso il traguardo. Quando finalmente parcheggiò la vettura dopo aver completato la missione, il pilota inglese dovette essere letteralmente estratto dall'abitacolo, privo di sensi per lo sforzo fisico estremo sostenuto nelle ore finali. Fu un'immagine emblematica di quanto quella vittoria fosse costata in termini di sacrificio umano, oltre che di perfezione tecnica.
Un'Eredità Immortale
L'importanza storica della 787B va ben oltre il trofeo conquistato a Le Mans. Questa vettura rappresenta l'ultimo capitolo della saga dei prototipi con motore rotativo Wankel nelle competizioni mondiali. Poco dopo il trionfo del 1991, i regolamenti del motorsport si evolsero in una direzione che di fatto mise fine all'era dei motori rotativi nelle competizioni di vertice.
Per questo motivo, ogni volta che una 787B viene portata in pista per dimostrazioni o eventi commemorativi, la reazione del pubblico è sempre intensa e carica di emozione. Questa vettura rappresenta un ramo alternativo dell'albero evolutivo delle auto da competizione: peso contenuto, regime di rotazione vertiginoso, e una guidabilità sufficientemente docile da permettere di completare 24 ore di gara al limite assoluto.
La 787B ha trovato la via per entrare nell'anima degli appassionati grazie alla sua livrea dai colori sgargianti e al sound unico prodotto dai suoi quattro rotori. È un suono che il motorsport non ha mai più replicato, e probabilmente non replicherà mai più.
Arriva in Project Motor Racing
L'arrivo della Mazda 787B in Project Motor Racing rappresenta un'opportunità unica per i sim-racers di tutto il mondo di mettersi al volante di una leggenda vivente. Sarà possibile sperimentare in prima persona quella sensazione unica di far salire il regime del motore rotativo fino ai 9.000 giri, sentire il caratteristico sound che ha fatto la storia, e comprendere perché questa vettura continua a essere venerata decenni dopo il suo trionfo.
Le auto leggendarie non sono soltanto veloci: riescono a toccare qualcosa di profondo dentro di noi. La Mazda 787B lo ha fatto con una vernice al neon e quattro rotori che girano all'impazzata. E quel sound magico, quella voce meccanica inconfondibile, resterà per sempre impressa nella memoria di chiunque ami le corse automobilistiche.

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